L'esenzione sotto i 150 € non esiste più. E te ne accorgi dal primo pacco fermo.
Non è una cosa che arriverà: è già successa, da tutte e due le parti dell'oceano. E colpisce esattamente il tipo di pacco su cui il dropshipping si regge — quello di poco valore che prima passava senza pagare niente.
Per anni il dropshipping dall'Asia ha funzionato anche grazie a una cosa di cui quasi nessuno parlava: i pacchi di piccolo valore entravano senza dazio. Sotto una certa soglia la dogana non chiedeva niente, e quella soglia copriva praticamente tutto quello che si vendeva.
Quella soglia non c'è più. Né qui né negli Stati Uniti. Ed è già in vigore mentre leggi.
Cosa è cambiato in Europa
Dal 1° luglio 2026 l'Unione Europea ha eliminato l'esenzione dai dazi doganali per le spedizioni di valore fino a 150 € in arrivo da paesi extra-UE. L'approvazione definitiva del Consiglio è di febbraio 2026: non è una proposta, è legge.
Al posto dell'esenzione c'è, per ora, un forfait temporaneo di 3 € per categoria tariffaria sulle spedizioni di basso valore. Resterà finché non entrerà in funzione il nuovo sistema doganale europeo, previsto verso il 2028: da quel momento si applicheranno le aliquote normali. La Commissione ha inoltre proposto una commissione di gestione sui pacchi di basso valore, con importo e decorrenza ancora da definire.
E negli Stati Uniti è andata anche peggio
Se vendi anche là, o se ci stai pensando, questa parte conta. Gli Stati Uniti avevano un'esenzione molto più generosa: 800 dollari. È stata chiusa in due tempi — per Cina e Hong Kong dal 2 maggio 2025, e per tutti i paesi dal 29 agosto 2025.
C'era una via di mezzo, un importo forfettario per pacco al posto del dazio calcolato, ma valeva solo fino a fine febbraio 2026. È scaduta. Oggi si applicano le aliquote piene in base all'origine della merce.
Perché per te è peggio che per un negozio normale
Un negozio che importa a container paga il dazio una volta, su un carico, e lo spalma su migliaia di pezzi. Tu paghi su ogni singolo pacco — e su un prodotto da 12 € una cifra fissa pesa in percentuale molto più che su uno da 200 €.
Ma il problema più grosso non è nemmeno il costo. È chi lo paga e quando.
Se il dazio non è stato pagato alla partenza, lo chiedono al destinatario alla consegna. Cioè al tuo compratore, che ha già pagato te e adesso si vede chiedere altri soldi da un corriere. Da lì in poi succede sempre la stessa cosa: rifiuta il pacco, apre una contestazione, e ti lascia il feedback.
È il modo peggiore di perdere un ordine, perché li perdi tutti e due: la merce è partita, i soldi tornano indietro, e la valutazione del tuo account si abbassa. Su un canale dove la visibilità dipende da quella valutazione, il conto non finisce con quell'ordine.
Cosa si può fare
- Far pagare i dazi alla partenza, non all'arrivo. È la differenza fra un prezzo che il compratore vede tutto subito e una sorpresa alla porta. Si chiede al fornitore o allo spedizioniere: non tutti i servizi economici lo permettono, e vale la pena verificarlo prima di costruirci sopra un catalogo.
- Rifare i conti sui prodotti economici. Una cifra fissa per pacco cancella il margine sui prodotti da pochi euro molto prima che su quelli da qualche decina. Il prodotto da 8 € che funzionava a volume può non funzionare più.
- Scriverlo nell'annuncio. Se un costo doganale può arrivare al compratore, dirglielo prima costa una vendita ogni tanto; non dirglielo costa una contestazione e una stella.
- Valutare fornitori più vicini. Non è un consiglio ideologico: è che il conto è cambiato, e un fornitore europeo che sei mesi fa era troppo caro oggi potrebbe non esserlo più.
La cosa da capire, al netto dei numeri
Il vantaggio su cui si reggeva il modello — merce a pochi euro che entrava senza costi aggiuntivi — è stato tolto di proposito, da tutte e due le parti dell'oceano, e per lo stesso motivo dichiarato: quel flusso di pacchi era diventato troppo grosso e faceva concorrenza sleale a chi importa pagando.
Non vuol dire che il dropshipping smette di funzionare. Vuol dire che smette di funzionare sui margini di prima, e che i conti fatti l'anno scorso non valgono più. Chi li rifà adesso continua; chi li scopre dal primo pacco fermo in dogana, meno.
Dove entra DropMind
In due punti, e in nessuno dei due fa miracoli. Il primo: il prezzo non si costruisce aggiungendo una percentuale al costo del fornitore, ma partendo da quanto vuoi tenere, con dentro commissioni e spedizione e un guadagno minimo che decidi tu. Quando i costi cambiano, è lì che si aggiorna una regola invece di mille prezzi.
Il secondo: legge da dieci fornitori, non da uno. Se il conto ti porta a cambiare da dove ti rifornisci — ed è quello che questa storia sta facendo a molti — cambi un'impostazione, non tutto il lavoro fatto.
DropMind: 349 € una volta sola, oppure 29,90 € al mese. Dieci fornitori, cinque canali, AI sul tuo computer.
Guarda cosa fa DropMindDa dove vengono queste date
Dalle fonti qui sotto, controllate il 30 agosto 2026, fra cui la pagina della Commissione europea sulla rimozione della soglia dei 150 €. ⚠️ Questa è la materia che si è mossa di più negli ultimi due anni: se stai leggendo molto dopo quella data, ricontrolla. E per come applicare tutto questo alla tua attività, il discorso è con il tuo commercialista o con il tuo spedizioniere, non con un articolo.