Su CJ conta da quale magazzino parte la merce: cambia la spedizione, i giorni e la dogana.
Il costo di spedizione che ti sei segnato non è del prodotto: è di una partenza. Nella documentazione di CJ il paese di origine è un campo obbligatorio sia per calcolare la spedizione sia per creare l'ordine, e nella stessa risposta ci sono giorni, tasse e spesa di sdoganamento. Una cosa invece non cambia: il prezzo del prodotto.
Scegli un prodotto su CJ, guardi quanto costa spedirlo e in quanti giorni arriva, e con quei due numeri fai il tuo prezzo. Fin qui sembra un conto semplice.
Il punto è che quei due numeri non sono del prodotto. Sono di una partenza: lo stesso identico articolo, su CJ, può avere scorte in magazzini diversi, in paesi diversi. E cambiando il paese da cui parte cambiano spedizione, giorni e trattamento doganale.
Non è una nostra teoria e non viene dalla pubblicità di CJ: è come è fatta la sua documentazione tecnica, quella che usano gli sviluppatori per collegarsi. Lì la cosa è impossibile da nascondere.
La prova sta nella documentazione, non nel marketing
Per farsi dire da CJ quanto costa una spedizione si chiama un endpoint, freightCalculate. Ha due parametri obbligatori: startCountryCode, cioè «Country of origin», e endCountryCode, la destinazione. Obbligatorio vuol dire che senza quel dato la domanda non è nemmeno ben posta.
E nella stessa risposta torna tutto insieme:
- logisticPrice — «Shipping cost in USD»
- logisticAging — «Shipping time»
- logisticName — «Carrier name»
- taxesFee — «taxes fee»
- clearanceOperationFee — «customs clearance fee»
Prezzo, giorni, corriere, tasse e sdoganamento: cinque voci che dipendono tutte da dove parte il pacco. Anche il calcolatore pubblico di CJ funziona così — prima di darti un numero ti chiede piattaforma, «shipped from», paese di destinazione, attributo e peso.
Anche quel numero è una stima, e lo dice CJ: la sua pagina definisce quel calcolo «a simple mode of logistics trial calculation» e rimanda a un'altra interfaccia per averlo più preciso. La pagina di aiuto avverte inoltre che i tempi del calcolatore non comprendono il tempo di lavorazione.
Le scorte non sono un numero: sono un elenco
Quando chiedi a CJ quante scorte ci sono di una variante, non ti risponde con una cifra. Ti risponde con una riga per magazzino: areaId («Warehouse id»), areaEn («Warehouse name»), countryCode («Country code») e totalInventoryNum, la quantità di quella variante in quel magazzino. Distingue perfino fra scorta in magazzino CJ e scorta in fabbrica.
La stessa idea è anche nella ricerca del catalogo: il parametro countryCode serve a «filter products with inventory in specified countries», e c'è un endpoint apposta che elenca i magazzini globali.
Attenzione però a non tirarla più in là di dove arriva: non è detto che una scelta ci sia. CJ scrive che l'annuncio di un prodotto mostra spesso se l'articolo è in un magazzino estero (USA, UE) «or only in China». Spesso, e spesso solo Cina.
Cosa invece non cambia: il prezzo del prodotto
Qui va tolto di mezzo un fraintendimento comodo. Nella documentazione di CJ la variante ha un solo campo prezzo (variantSellPrice, più il prezzo di vendita suggerito): non esiste un prezzo per magazzino. Se qualcuno ti racconta che lo stesso prodotto «costa di più dal magazzino americano», quel di più non è il prodotto.
È tutto il resto: spedizione, tasse, sdoganamento — e, se fai scorta, le tariffe del magazzino. Sono voci diverse, e cambiano il tuo margine esattamente come lo cambierebbe il prezzo.
La partenza è dentro l'ordine
Non è un dettaglio che resta nel preventivo. Quando si crea un ordine su CJ, fromCountryCode — «country code of the shipment from» — è un campo obbligatorio, in sigla di due lettere. Insieme a lui viaggia logisticName, anche quello obbligatorio, ed è previsto un storageId, «CJ warehouse ID», valido in una specifica modalità di spedizione.
Quello che non ti diciamo è che il magazzino lo scegli tu ogni volta. Su questo le pagine di CJ non dicono la stessa cosa: una pagina ufficiale del 24 novembre 2025 sostiene che il sistema riconosce da solo dove sta la merce e instrada all'ordine più vicino, «without needing manual warehouse selection». Chi decide, dunque, dipende da come lavori. Quello che è certo è l'altra metà: la partenza fa parte dell'ordine, e cambia il conto.
La dogana viaggia con la partenza
Su questo CJ è stata esplicita. In un articolo del 28 aprile 2025 scrive che gli Stati Uniti stanno eliminando l'esenzione per i pacchi di poco valore dalla Cina — prima sotto gli 800 $ entravano senza dazio — e che per la merce già stoccata negli USA ci sono «zero international tariffs». In un secondo articolo, del 6 febbraio 2025, indica la scelta del magazzino estero già rifornito come la mossa per non pagare la nuova tariffa, e aggiunge di aver tolto temporaneamente dal proprio sistema le voci di sdoganamento e dazio.
Le percentuali citate in quei due pezzi non le riportiamo: sono di primavera 2025, non le abbiamo riverificate, e in materia doganale un numero vecchio è peggio di nessun numero. Il meccanismo invece regge: la merce che è già dentro al paese di destinazione non deve rifare la frontiera.
I giorni: quello che dichiara CJ, non una promessa
Sui tempi CJ è generosa, e lo è in modo diverso a seconda della pagina. Le abbiamo messe una accanto all'altra, con la loro data.
| Pagina di CJ | Cosa dichiara |
|---|---|
| Magazzini globali (24 nov 2025) | Portando un prodotto dalla Cina a un magazzino USA: da 2–4 settimane a 2–7 giorni |
| Che cos’è CJdropshipping (13 nov 2025) | Consegna USA in 3–6 giorni con USPS, 2–5 con DHL Express |
| Adattarsi ai dazi USA (28 apr 2025) | Merce già negli USA: circa 3–7 giorni |
| Calcolatore di spedizione (pagina di aiuto) | I tempi stimati non comprendono il tempo di lavorazione |
Quattro pagine dello stesso fornitore, quattro intervalli per lo stesso caso. Non è una bugia: è la differenza fra una stima e una promessa. Se copi «consegna in 3 giorni» nel tuo annuncio perché l'ha scritto CJ, quella frase da quel momento è tua.
Il resto di quello che CJ dichiara sui magazzini locali va nella stessa direzione: niente attese in dogana per la merce già in loco in Europa, e costi dell'ultimo miglio più bassi sugli Stati Uniti.
Se fai scorta, cambia anche il magazzino in sé
Questo riguarda solo chi manda merce in avanti e la fa stoccare, non il dropshipping semplice. Ma è la stessa storia portata all'estremo: nel listino pubblicato da CJ, il magazzino non è un posto neutro.
| Magazzino | Uscita merce 0–0,5 kg | Ispezione in entrata |
|---|---|---|
| Cina | $0.30 | gratis |
| USA | $0.50 | gratis |
| Polonia | $1.01 | $2.2 a SKU |
| Germania | $0.34 | $2.2 a SKU |
| Regno Unito | $0.33 | $2.2 a SKU |
Lo stoccaggio segue la stessa logica: in Cina i primi 30 giorni sono gratis e fra 90 e 120 giorni si pagano $0.20 al metro cubo al giorno; negli USA fra 60 e 90 giorni sono $0.63, e fra 120 e 180 salgono a $1.26.
Sono le tariffe pubblicate da CJ sulla sua pagina delle spese di servizio, che non porta alcuna data di aggiornamento. Prima di farci un conto, riaprila.
Cosa farne, in pratica
- Segnati la partenza insieme al numero. Un costo di spedizione senza il paese di origine è un numero senza contesto, come un prezzo senza data.
- Controlla che il prodotto sia davvero nel magazzino locale. Lo consiglia CJ stessa: «always review if your product is in CJ's US stock».
- Ricordati che le scorte sono interrogabili per magazzino, quindi si muovono: un magazzino pieno oggi è un dato di oggi.
- Tratta i giorni come stime. Nell'annuncio la promessa la firmi tu, non il fornitore.
Dove DropMind non ti serve
DropMind cerca e importa prodotti da CJ, ma non è il tuo account CJ: non sceglie il magazzino di partenza al posto tuo, non calcola i dazi, non sa quale magazzino avrà scorte domani e non fa consulenza doganale. Quella parte del conto si fa di là, e per le decisioni doganali c'è chi le fa di mestiere.
Quello che facciamo sta al piano di sopra: portare dentro il prodotto, e tenere d'occhio il prezzo del fornitore per segnalartelo quando si muove. Ma se il tuo margine dipende da dove parte la merce — e su CJ spesso è così — quel pezzo di conto va guardato prima di pubblicare, non dopo.
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Guarda cosa fa DropMindDa dove vengono questi fatti
La spina dorsale dell'articolo è la documentazione tecnica di CJ: i campi e i parametri citati sono suoi, non nostri. Il resto sono pagine pubbliche di CJ, ognuna con la sua data — e le date contano, perché due di quelle pagine sono di primavera 2025 e parlano di dazi.
Tre cose qui dentro non ci sono, perché non siamo riusciti a leggerle a una fonte ufficiale: il passo-passo del menu «Ship From» nell'interfaccia CJ, cosa succede a un ordine con articoli da magazzini diversi, e cosa succede se il magazzino locale finisce le scorte. Le pagine di aiuto di CJ ci hanno restituito solo l'impalcatura, senza il testo, e il sito prodotti ci ha messo davanti una verifica anti-bot che non abbiamo toccato.
E non trovi scritto quanti magazzini ha CJ: le sue pagine ufficiali danno numeri diversi fra loro, anche sui soli Stati Uniti. Finché si smentiscono, non è un fatto da riportare.
- CJ Dropshipping — documentazione API, prodotti e scorte per magazzino
- CJ Dropshipping — documentazione API, calcolo spedizione (freightCalculate)
- CJ Dropshipping — documentazione API, creazione ordine (fromCountryCode, storageId)
- CJ Dropshipping — il calcolatore di spedizione (pagina di aiuto)
- CJ Dropshipping — What is CJdropshipping (13 novembre 2025)
- CJ Dropshipping — Inside CJ's Global Warehouses (24 novembre 2025)
- CJ Dropshipping — come adattarsi ai nuovi dazi USA (28 aprile 2025)
- CJ Dropshipping — evitare i costi delle nuove regole di importazione (6 febbraio 2025)
- CJ Dropshipping — 5 Must-Know Tips (15 luglio 2025)
- CJ Dropshipping — tariffe di servizio e di magazzino (pagina senza data)